Condivisione Circocentro


Condivisione di una volontaria che merita essere letta:
29 marzo 2014

Quando avevo 14 anni ho letto Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello e da quel momento la mia percezione della realtà è cambiata.

O meglio, ho avuto la conferma che qualcuno era riuscito a descrivere quello che avevo provato qualche mese prima vedendo all’improvviso la mia immagine riflessa in una vetrina, mentre attraversavo la strada tenendo per mano un ragazzo di cui mi ero innamorata.

In quel momento, vedendomi inaspettatamente riflessa in quella vetrina, mi ero sentita giovane donna accanto a un giovane uomo.

E devo essermi chiesta che fine aveva fatto la figlia, la sorella, la compagna di classe, la cugina, l’amica che ero per altre persone.

E devo essermi compiaciuta del fatto che qualcuno mi vedeva in modo così diverso. Eppure ero sempre io.

O no?

E i ragazzi di Circocentro oggi hanno completato l’esercizio iniziato la volta scorsa che consisteva nel cercare su alcune riviste delle immagini che rappresentassero i loro compagni.

Alla fine ogni ragazzo aveva un foglio con incollate sopra le 9 foto che lo rappresentavano.

Se i ragazzi fossero stati centomila, ognuno avrebbe avuto 99.999 immagini di se stesso visto dagli altri.

E Pirandello avrebbe gongolato!

Mi riempie di gioia e di soddisfazione pensare che ho contribuito a gettare qualche seme nel prato dello sgretolamento dell’io!

Sono convinta che prima veniamo in contatto con questo tipo di riflessioni e prima riusciamo a trovare la nostra strada.

Per tutta la settimana ho avuto a che fare con episodi, confronti, videini su whatsapp che mi rimandavano all’idea che uno si fa degli altri e alla paura che ha del loro giudizio e quindi non mi sono stupita che mi capitasse anche a Circocentro!

Secondo me è Pirandello che mi manda dei messaggi!

E credo li abbia mandati anche ai ragazzi che sono proprio fortunati ad avere un’opportunità di crescita come questa.

Si gioca, si imparano cose, si approfondiscono aspetti importantissimi della vita con la giusta leggerezza e giocosità, ci si ascolta e si impara a fidarsi degli altri, anche a costo di ricevere delle delusioni.

Se riusciamo ad essere sicuri di noi stessi, di quell’io che è nostro, anche se è un nulla in confronto all’universo e se è tanto diverso quanto diverse sono le persone che conosciamo, se ci avviciniamo a questo tipo di tranquillità, allora siamo in grado di affrontare i giudizi degli altri anche quando non corrispondono all’idea che abbiamo di noi stessi.

Secondo me Circocentro dà una grande mano in questa direzione.

Centomila abbracci…
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Noi siamo tanto contententi di avere centomila volontari in uno fatti così!
Sabato prossimo partiremo per una gita di 2gg a… vi aggiorneremo su tutto!!!
a presto!

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