Circocentro a Cesclans!


Eccoci di ritorno dalla gita di sabato e domenica a Cescalns.  Cipicì, Sakeburake, Skeggia insieme allo staff dell’ass. La Roda hanno condiviso con i ragazzi e le ragazze di Circocentro due giorni fantastici. Le condivisioni delle volontarie spiegano bene le due giornate:

“Sapevo che mi sarei trovata bene con Cipicì (Picipi, CipCip, Piessepi…) e Sake Burake e infatti mi sono trovata bene. Le ho sentite PRESENTI, importanti, calde, emozionanti e complici nel sentire. Anche solo cercarle con lo sguardo e trovarle intente in qualsiasi cosa fosse, anche lontane da me in quel  momento, mi faceva sorridere di tenerezza. Sapevo che mi sarei trovata bene con Elisa e con suo marito Simone e infatti mi sono trovata bene. Li conosco da un po’ di tempo, li ho già visti lavorare insieme e ho sempre apprezzato l’entusiasmo e la professionalità che ci mettono nelle attività educative e nel rapporto con i ragazzi. Sapevo che mi sarei trovata bene con Florinda e infatti mi sono trovata bene. La amo da una vita e vedere che questo mio sentimento è condiviso profondamente dai ragazzi con cui lavora mi fa gioire. Le persone come lei rendono migliore il mondo…ma io la amo e non sono oggettiva. Non sapevo che mi sarei trovata bene con i ragazzi e invece mi sono trovata bene! Tiè!

Ci sono stati dei momenti in cui mi hanno fatto ridere tantissimo! Hanno fatto delle battute che mi hanno divertito in modo incredibile! Al di là della mia immaginazione!

E vi giuro che ne ho tanta!

Sono simpatici, belli, vivi!

2014-04-05 22

Anche quelli che interpretano con più tenacia il ruolo che si sono imposti o che la vita ha imposto loro, in alcune situazioni si sono lasciati andare e hanno fatto intravvedere tutta la ricchezza che c’è sotto atteggiamenti di snobismo o di ostentato distacco. Una meraviglia! Vivere insieme per due giorni, cucinare, pulire oltre che partecipare a giochi insieme, usare gli attrezzi di giocoleria e acrobatica, girare il video per l’incontro finale del laboratorio, ci ha dato una forza come gruppo che ha del miracoloso. Anche quando ci sono stati dei problemi nei rapporti, dovuti a conflitti spesso dettati da motivi futilissimi che man mano diventavano macigni insopportabili, l’energia del gruppo è riuscita a farli superare in modo costruttivo e terribilmente educativo. Così perfetto da essere quasi esagerato!Uno schifo insomma!

Ho già detto tante volte, ma mi piace ripeterlo ancora, perdonatemi, che sono veramente felice di poter partecipare a questo progetto e che sono infinitamente grata a Friulclaun che l’ha reso possibile. ”

…aggiungiamo le altre condivisioni:

Solo adesso mi sono accorta di non avere mai indossato il naso durante questo fine settimana, mai fisicamente, ma sono certa che ogni singolo ragazzo lo ha visto brillare nei miei occhi, nei miei abbracci, nei miei sguardi di incoraggiamento, di rimprovero all’occorrenza, di sostegno sempre… Davanti ai ragazzi, come sulla sedia di Casaca per chi ha fatto il corso insieme a me, sei nudo. sei tu. per arrivare devi essere assolutamente autentico in tutto quel che fai, per essere accettato, per aprirti lo scrigno della loro fiducia devono prima sentirsi sicuri di chi sei tu e non c’è naso rosso, battuta spiritosa, personaggio claun forte o fortissimo o abilità acquisita che ti possa dare la chiave di quel tesoro.
Quello che hai in cambio però non ha prezzo.
Quello che avremmo potuto raggiungere con solo un giorno in più resta per me inimmaginabile, perchè se in un giorno e mezzo ho personalmente sentito i vari tumulti dei 10 nostri virgulti Friulclaun (due ragazzi purtroppo assenti)  che la società considera solo “dei ragazzi difficili”, se ho visto la difficile convivenza diventare armonia nella leggerezza del rispetto di tutti per poi infrangersi e ricostruirsi… io sono ammirata e meravigliata.
Durante questa convivenza ho sentito le persone adattarsi come l’acqua nei recipienti: in giovane età, soprattutto con questo tipo di ragazzi, spesso le temperature non combaciano e se una pentola bolle contro una lastra di ghiaccio si crea del vapore che brucia sulla pelle e fa male all’istante ed annebbia il sentire di tutto il gruppo: serve un nuovo adattamento, il disagio di uno crea la necessità e la capacità di creare un recipiente più congruo, capace di contenere tutto.
E quindi il tempo condiviso insieme resta la cura, una nuova consapevolezza di chi pensi di essere, come ti vedono gli altri e di chi vuoi diventare. L’obiettivo comune del video, le varie idee proposte, il lavoro con gli attrezzi di giocoleria, i turni di preparazione e servizio ai tavoli, preparazione del pasto, e riordino finale con lavaggio piatti e pentole, i vari giochi proposti, il fuoco serale, la buona notte per poi scoprire che tutti (e dico tutti) i ragazzi erano in una sola stanza… un risultato meraviglioso che mi stupisce, loro che al primo incontro erano così diffidenti e individualisti, così presi a portare addosso una maschera (chi da “duro”, chi da “non mi interessa nulla”, chi da “ma tutto fa schifo”,…)  aver voglia di stare ancora tutti insieme per ridere e scherzare!
Quindi …ecchisseneimporta  tutto attaccato  o    t u t t o   s t a c c a t o, se sei scritto attaccato   o   s t a c c a t o, con il naso o senza … io sono stata monica le prime ore, ciPici per un attimo meraviglioso e poi son diventata “cip cip” “cippi” “pici picci” fino a diventare PSP (sigla della Play Station Portatile tanto amata dai ragazzi) ma non o mai avuto dubbi: io sono io con qualsiasi nome: le mie mani, i miei occhi, i miei sorrisi e le mie braccia sono coerenti e autentici come l’amore e la fiducia sconfinata che accarezzo sopra ai sogni di questi ragazzi… un giorno in più e forse i loro orizzonti si sarebbero allargati, verso l’infinito e oltre tutti quei limiti auto imposti, culturali, inflitti spesso dalle figure di riferimento: famiglia, scuola, società.
Ringrazio infinitamente Friulclaun che mi ha permesso di vivere questa avventura che resterà tatuata in un meraviglioso ricordo, i ragazzi per essersi lasciati andare varie volte alla spontaneità, facendomi ridere di cuore, ai miei angeli compagne claun Sake Burake e Skeggia: un filo invisibile ha unito il nostro sentire, Stecchino per l’entusiasmo contagioso che mette in tutto quello che fa, l’amore che trasmette in ogni gesto, Elisa  e Simone, guide professionali e masterchef.
Ringrazio non formalmente: la mia parte bambina è grata e sorride, impara ancora a capire chi è, come viene vista dagli altri e soprattutto chi vuole diventare.

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